Tradizioni e trasformazione: la questione di genere in Albania

Una misteriosa leggenda albanese narra la storia di tre fratelli che passavano giornate intere a costruire un castello ma, nonostante i loro sforzi, tutte le notti le mura del maniero crollavano. Un giorno, incontrarono un vecchio il quale confidò loro che l’unica soluzione per mantenere in piedi la costruzione sarebbe stata il sacrificio di una delle loro mogli. Così, il giorno dopo, quando Rozafa, la moglie del più giovane, si presentò sul luogo, il marito le raccontò ciò che sarebbe accaduto. Rozafa non protestò, ma dettò una condizione: si sarebbe fatta imprigionare tra le mura del castello a patto che fossero lasciati due buchi, uno per il suo seno, così da allattare il piccolo figlio appena nato, e l’altro per la propria mano, per tenere il bambino e cullarlo.
Il castello non crollò più. Questa storia è una testimonianza di come la cultura albanese abbia avuto per secoli una definita dimensione patriarcale, raccontata a fondo da letteratura e cinema negli ultimi anni. Il ruolo delle donne è sempre sembrato votato al sacrificio e al martirio, eppure rimane determinante nel mantenere viva l’identità nazionale, tanto in patria quanto alle seconde generazioni nate in altri confini. Oggi il panorama sembra modificarsi, con le nuove generazioni che si mobilitano e contestano la normalizzazione di un certo approccio. Formazione e responsabilità sono le chiavi di volta che rendono le donne albanesi sempre più autonome, affermate e decise ad abbracciare un netto miglioramento delle proprie condizioni sociali.