Gira che ti rigira Roundtrip of an intergalactic society

Per gioco e per davvero. Un viaggio intergalattico. Il tempo stimato per l’arrivo al primo pianeta della galassia più vicina potrebbe essere parecchio se si riuscisse a sfruttare la giusta curvatura spazio temporale. Potrebbero volerci cento mila anni luce come qualche decina di anni terrestri. Per fuga o per esplorazione, potremmo viaggiare insieme a persone inizialmente distinguibili per provenienza geografica, estrazione sociale e, circostanza non banale, per capacità di servirci delle (o per asservimento alle) tecnologie esponenziali. La generazione dei pronipoti che giungerebbe a destinazione potrebbe essere molto lontana da quella dei trisavoli che si imbarcarono non solo per età ma soprattutto per nuovi modi di dire, di fare e di essere. La stessa lingua parlata dai pronipoti al momento dello sbarco potrebbe cambiare notevolmente rispetto a quella di partenza. Di generazione in generazione, la società intergalattica potrebbe ripiegarsi su se stessa e chiudersi, o potrebbe desiderare di aprirsi maggiormente e di essere migliore rispetto a quella lasciata dai trisavoli. Nel corso del lungo tragitto potrebbero emergere nuove questioni sociali, culturali e ambientali. Ora, chi di noi vi si trovasse a bordo sarebbe portato a farsi domande esistenziali e a fare esperienza di scelte politiche riguardanti la costituzione materiale e immateriale del nuovo mondo prima ancora di avervi messo piede e coltivato insalatina e pomodori sanmarziani. In questa serie di conversazioni poniamo una serie di bei problemi la cui soluzione, intanto, potrebbe tornare utile a riflettere sul mondo nel quale viviamo. Anche fosse solo un gioco, questo è un gioco serio.

La serie di conversazioni su natura, conflitto, potere, meraviglia, realizzata in collaborazione con la Scuola sulla Complessità, è ideata e condotta da Michele Gerace.