L’Israele moderno è uno Stato fondato su profonde basi storiche, religiose e ideologiche, ma esiste all’interno di una rete di contraddizioni. Si definisce uno Stato sia ebraico che democratico, un equilibrio che continua a generare tensioni interne, soprattutto in relazione ai diritti della minoranza araba, alle divisioni tra laici e religiosi e alle controverse definizioni di cittadinanza e identità.
Esternamente, Israele si presenta come una democrazia liberale e una nazione start-up, pur mantenendo una lunga occupazione militare nei territori palestinesi, sollevando preoccupazioni internazionali sui diritti umani, accuse di apartheid e la fattibilità di una soluzione a due Stati.
Il Paese deve inoltre affrontare crescenti divisioni all’interno della propria società: tra destra e sinistra, laici e ultraortodossi, ashkenaziti e mizrahi, sostenitori della pace e sostenitori della linea dura. Tutte queste contraddizioni influenzano le politiche interne di Israele, le relazioni regionali e il suo ruolo nel sistema internazionale.
Questo progetto invita a un’analisi critica dei paradossi interni ed esterni di Israele, esaminando come questi influenzano il suo carattere democratico, le sue strategie di sicurezza e la sua legittimità globale.