Le democrazie contemporanee affrontano una sfida crescente: la competizione per l’attenzione e la fiducia dei cittadini si è trasformata in un vero e proprio terreno di scontro geopolitico. Disinformazione, propaganda computazionale e manipolazione algoritmica mettono oggi alla prova la tenuta delle istituzioni democratiche, ridefinendo i confini tra sicurezza nazionale, libertà d’espressione e governance digitale. Il panel mette a confronto prospettive diverse, ma complementari, di personalità impegnate a vario titolo nell’analisi e gestione delle sfide legate alla dimensione cognitiva: quella di Camille GRENIER, Executive Director del Forum on Information and Democracy; quella del Col. Marco FERRARA, Comandante del 28° Reggimento Pavia (che si occupa inter alia di PSYOPS e Sfera Cognitiva); quella del Prof. Maurizio MENSI, docente di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione presso la LUISS, nonché autore del manuale “Diritto delle nuove tecnologie”; quella, infine ma non da ultimo, del Prof. Luigi DI GREGORIO, esperto del tema e autore di recenti pubblicazioni legate all’argomento.
Nell’ecosistema informativo odierno, il controllo sulla narrazione è diventato una leva potente quanto le risorse economiche o militari. La disinformazione, la propaganda computazionale e la manipolazione algoritmica stanno minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e ridefinendo i confini tra sicurezza nazionale, libertà di espressione e sovranità digitale — sfidando l’Unione Europea a trovare un equilibrio tra la tutela della democrazia e il rischio di un eccesso di regolamentazione.
Questa tavola rotonda esamina i limiti e le potenzialità del quadro normativo dell’UE (dal Digital Services Act al Codice di condotta sulla disinformazione) nel contrastare queste forme emergenti di potere basato sull’informazione. Si chiede se la regolamentazione — per sua natura reattiva e vincolata a confini territoriali — possa tenere il passo con gli attori globali e le tecnologie in rapida evoluzione, oppure se rischi di limitarsi a combattere i sintomi senza affrontare le radici strutturali della vulnerabilità informativa dell’Europa.
La discussione offrirà al pubblico una prospettiva critica su come l’Europa possa difendere il proprio spazio informativo democratico senza scivolare né nell’eccesso di regolamentazione né nell’inazione, in un momento in cui l’informazione stessa è diventata un campo di battaglia tra potenze in competizione.