2026: WHAT’S NEXT – Running on the Edge

Viviamo in un’epoca di transizione segnata da instabilità sistemica, conflitti aperti e latenti, crisi della cooperazione internazionale e progressivo indebolimento del multilateralismo, così come lo abbiamo conosciuto. Le regole, le istituzioni e i meccanismi che hanno governato l’ordine globale nel secondo dopoguerra appaiono sempre meno adeguati a rispondere alle sfide contemporanee.

Il disimpegno – esplicito o implicito – degli Stati Uniti da numerosi dossier globali, dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 alla Governance climatica, dalla sicurezza collettiva alla regolazione tecnologica, accelera una ridefinizione degli equilibri internazionali. In questo vuoto emergono nuove dinamiche di potere: un mondo sempre più multipolare, frammentato in blocchi, sfere d’influenza e alleanze flessibili, in cui competizione e cooperazione convivono in modo instabile.

In questo scenario, l’Italia e l’Unione europea sono chiamate a svolgere un ruolo di primo piano nel promuovere il dialogo, il rispetto del diritto internazionale e la cooperazione multilaterale, valorizzando la propria esperienza di integrazione e il proprio impegno a favore della pace, dello sviluppo sostenibile e della tutela dei diritti umani. In particolare, l’Italia, attraverso la sua tradizione diplomatica e il suo impegno in ambito europeo e multilaterale, può contribuire attivamente alla gestione delle crisi internazionali, al sostegno delle popolazioni colpite da emergenze umanitarie e al rafforzamento di relazioni economiche e commerciali stabili e sicure.

Il Festival della Diplomazia rappresenta da diciassette anni uno spazio autorevole di confronto tra Istituzioni, Ambasciate, Think tank, Imprese, Organizzazioni Internazionali, Università e Società civile in un confronto di alto profilo sui grandi temi geopolitici ed economici globali. L’edizione 2026 si interrogherà su ciò che ci attende in un mondo caratterizzato dalle ricordate tensioni geopolitiche, da transizioni energetiche e tecnologiche, e alla ricerca di una continua ridefinizione delle catene del valore. “Correre sul crinale” non è soltanto un sottotitolo. È la descrizione di una condizione geopolitica permanente, significa governare l’incertezza senza subirla; investire mentre gli equilibri globali si ridefiniscono; assumere leadership quando i paradigmi cambiano. Pone interrogativi su come coniugare visione strategica, gestione del rischio e capacità di innovazione in un momento storico in cui ci si muove su una linea sottile: tra cooperazione e competizione, tra sicurezza e vulnerabilità, tra transizione e crisi sistemiche.                 

Sono tanti i terreni su cui oggi si misurano sovranità, sicurezza, sviluppo e stabilità democratica. Le reti elettriche sono infrastrutture geopolitiche, le rinnovabili sono strumenti di autonomia strategica, la finanza sostenibile è una leva di politica internazionale, le scelte industriali incidono sugli equilibri tra continenti, e tanto altro ancora.

L’Italia si trova esattamente su quella soglia evocata dal titolo del Festival: tra Nord e Sud del mondo, tra mercati maturi e Paesi emergenti, tra innovazione tecnologica e responsabilità sociale, tra transizione climatica e sostenibilità economica

 In questo scenario, la diplomazia economica italiana ed europea dovrà necessariamente incidere sulle scelte internazionali dando un contributo concreto alla riflessione sulla sicurezza, sulla difesa del diritto internazionale, sulle diverse transizioni, nella lotta ai cambiamenti climatici, mirando sempre a un’autonomia strategica e a una politica industriale dell’Unione che ne rafforzi la competitività. In altre parole inviando un un segnale forte del protagonismo che si vuole avere nei processi di trasformazione globale.

A tale proposito, il Festival mira a costruire momenti di confronto per condividere idee e organizzare sessioni utili ad affrontare, tra gli altri, i seguenti assi strategici:

– Energia come strumento di stabilità geopolitica;
– Sicurezza delle infrastrutture nel nuovo contesto internazionale;
– America Latina, Africa e Mediterraneo come spazi di cooperazione  
– Difesa Comune Europea
– Tecnologia, digitalizzazione e intelligenza artificiale applicate ai sistemi globali.

È nostro obiettivo che la XVII edizione del Festival si confermi anche quest’anno come una piattaforma autorevole attraverso la quale discutere non soltanto del futuro della nostra Nazione e dell’Europa, ma anche degli equilibri internazionali.