Sul filo dell’equilibrio. L’Italia e Taiwan dalla Guerra fredda a oggi

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L’incontro ripercorre settantacinque anni di rapporti, formali e informali, tra l’Italia e Taiwan: una vicenda poco frequentata dalla storiografia italiana, utile però per capire come una media potenza europea si muove in Asia orientale, tema che si lega direttamente al filo conduttore di questa edizione.

Il percorso comincia nei primi anni Cinquanta, con le missioni italiane sull’isola e i sondaggi commerciali di aziende e istituti di credito, e attraversa tutta la Guerra fredda, quando i rapporti bilaterali restano sospesi tra le sollecitazioni di Taipei, le aspettative di Washington e l’attenzione crescente per la Cina continentale. Dopo il 1970 il rapporto cambia forma senza interrompersi: al posto della diplomazia ufficiale subentrano gli scambi economici, la presenza di imprese e tecnici italiani sull’isola, i legami universitari e culturali, le reti associative. È una storia di canali informali e di equilibri tenuti in piedi a lungo, che la documentazione d’archivio permette oggi di ricostruire.

Introduce e discute Axel Berkofsky (Università di Pavia, ISPI), che allarga lo sguardo all’Europa e all’Indo-Pacifico. La discussione prende le mosse da due lavori recenti: l’articolo di Lorenzo Termine (UNINT) When ideology stops at the water’s edge. Italy’s centre-right parties, US–China competition and Taiwan, uscito nel 2026 sul Journal of Contemporary European Studies, e il volume di Stefano Pelaggi (Centro Studi Geopolitica.info) Governare il vuoto. Le relazioni diplomatiche tra Italia e Taiwan (1949-1979), in uscita per McGraw-Hill, basato su fonti d’archivio italiane e taiwanesi in gran parte inedite.