Religioni e conflitti: un binomio che resiste?

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Il panel intende interrogare il ruolo della religione nei conflitti contemporanei, superando la lettura binaria che la vede ora come causa automatica di violenza, ora come risorsa automatica di pace. Il confronto metterà in dialogo tre prospettive complementari — diplomatica, giuridica e di pratica della mediazione — attorno a tre nuclei:

1. Come leggere il fattore religioso nel conflitto: distinguere tra conflitto propriamente religioso e conflitto in cui la fede esprime o amplifica altre dinamiche — nazionalismo, etnia, territorio, potere — e riflettere sulla religious literacy come competenza ormai necessaria alla diplomazia.

2. Come governare la pluralità religiosa: analizzare come diritto e istituzioni possano tutelare libertà di culto, minoranze e pluralismo, evitando che la differenza si trasformi in discriminazione o frattura permanente.

3. Come trasformare la religione in risorsa di mediazione: attraverso casi concreti, esaminare legittimità, fiducia e condizioni che rendono efficace l’intervento di attori religiosi nella de-escalation e nella ricostruzione delle relazioni.