Middle powers, a blue future: promoting ocean-climate action in the run-up to COP31

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Gli oceani coprono oltre il 70% della superficie terrestre, regolano il clima globale e garantiscono il sostentamento di milioni di persone, eppure sono rimasti storicamente ai margini dell’agenda dei negoziati internazionali sul clima. La COP31, che si terrà ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre 2026, offre un’opportunità unica per invertire questa tendenza: l’Australia ricoprirà la presidenza dei negoziati, detenendo la piena autorità sul processo negoziale, mentre la regione del Pacifico ospiterà una Pre-COP dedicata, che includerà una sessione specifica sul finanziamento per il clima a favore dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo. In questo contesto, sono proprio le potenze medie — Stati che, pur non figurando tra le grandi superpotenze mondiali, possiedono una capacità diplomatica e una legittimità morale sufficienti per colmare il divario tra blocchi opposti — a trovarsi nella posizione ideale per guidare l’azione sul clima e gli oceani. Questo panel esamina il ruolo di questi attori nel porre gli oceani al centro dell’agenda negoziale: dalla protezione della biodiversità marina alla finanza blu, dalla resilienza costiera dei piccoli Stati insulari alla governance delle acque internazionali. La discussione affronterà il modo in cui paesi come l’Australia, la Turchia e le nazioni del Pacifico possano tradurre la loro leadership condivisa alla COP31 in risultati concreti per la salute degli oceani, e quale spazio esista per l’Europa e l’Italia nel sostenere questa agenda “blu” come componente essenziale, piuttosto che secondaria, della lotta contro il cambiamento climatico.