EU Enlargement: The Future of European Integration

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Per la prima volta in oltre un decennio, l’allargamento dell’UE è passato dai margini dell’agenda di Bruxelles al suo stesso centro. La guerra in Ucraina ha trasformato l’allargamento da un processo lento e prevalentemente tecnico in un urgente imperativo geopolitico, con l’Ucraina, la Moldavia e i Balcani occidentali che avanzano tutti, a ritmi diversi, verso l’adesione. Tuttavia, questo rinnovato slancio si scontra con una verità scomoda: un’UE concepita per sei membri fondatori, e poi estesasi a ventisette, non è mai stata strutturata per accogliere un’Unione di trenta o più stati senza una profonda revisione del proprio sistema di governance.

Questo panel esamina se le istituzioni, i meccanismi decisionali e il bilancio dell’UE possano realisticamente sostenere l’attuale ondata di paesi candidati senza paralizzare l’Unione stessa. Verranno affrontate le tensioni fondamentali in gioco: il confronto tra voto all’unanimità e voto a maggioranza qualificata in materia di politica estera e fiscalità, la ridistribuzione dei fondi di coesione e dei sussidi agricoli verso stati membri più grandi e meno abbienti, e le resistenze politiche di alcune capitali rispetto a un processo di adesione più rapido o guidato da logiche geopolitiche. Si analizzerà inoltre cosa significhi l’allargamento per l’identità stessa dell’UE: rimane essa, fondamentalmente, un’unione economica e normativa, o sta diventando – attraverso questa nuova ondata di adesioni – anche un’unione di sicurezza e difesa?

Il dibattito offrirà al pubblico una valutazione concreta di quanto la volontà politica, le riforme istituzionali e l’opinione pubblica europea siano pronte a spingersi oltre per trasformare l’allargamento non solo in una promessa, ma in una realtà funzionante.